Il futuro di tutto il gioco d’azzardo

I tanti “problemi” che la Legge di Stabilità -e la famosa disposizione dei 500 milioni dovuti dall’intera filiera del gioco lecito- ha portato a tutto il settore del gioco sono tanti e stanno, veramente, facendo preoccupare gli operatori, però ciò che va messo “nel mirino” è la Legge Delega che dovrebbe ridisegnare il futuro di tutto il mondo-gioco, ma in pratica ci sarà forse anche “il pericolo” che ne possa compromettere effettivamente e praticamente l’esistenza “puntando” alla scomparsa definitiva dei gestori o di una parte del gioco pubblico. Questa “preoccupazione” della Legge Delega è da attribuirsi a “voci di corridoio” che circolano ove si vedrebbe con essa la creazione di “zone riservate esclusivamente al gioco” attraverso locali specifici oppure specifiche aree destinate all’interno dei pubblici esercizi.

Quindi, si ritorna a parlare di una “forma di ghettizzazione” del gioco e di una “forma di isolamento” per i giocatori che si vedrebbero così “messi da parte” con il “loro vizio”… Così facendo, forse, si andrebbe ad incentivare i comportamenti patologici anzichè contrastarli come lo scopo della Legge Delega vorrebbe. Forse, in più, si andrebbe anche a generare una specie di “paragone negativo” tra le “famigerate macchinette” considerate alla stregua di una videolottery mentre sostanzialmente sono due prodotti di gioco completamente diversi per via delle puntate, delle vincite e per la durata delle partite: non si capisce per quale ragione un bar non potrebbe inserire nella stessa area in cui vende una patatina anche una macchina da gioco che si attiva con una piccola monetina.

Maggiore responsabilità per il gioco d’azzardo

È scesa in campo anche l’Unione Nazionale Consumatori e sempre a voce alta, per evitare che chi ancora gioca per divertimento, e solo con quello scopo, non “cada nelle maglie del vizio” e per aiutare chi disgraziatamente ne è già una vittima. Ma sopratutto perchè il messaggio che a volte passa per il gioco d’azzardo è che “giocare è facile, vincere di più”. Questa pubblicità un po’ datata era “ingannevole” poiché si sa benissimo che per ogni giocatore che esce vincente, si contano “un mare di sconfitti” e, sopratutto, bisognerebbe far comprendere che il gioco d’azzardo “non cambia la vita”, ma la cambiano solamente fatica e sacrificio.

L’Unione Consumatori si aggrega alla “cosiddetta guerriglia social” e combatte il gioco online chiedendo di promuovere campagne di comunicazione che richiedono una regolamentazione più stringata e restrittiva per il mercato dei giochi, dei concorsi, delle lotterie e delle scommesse, ponendo in prima linea la pubblicità che deve assolutamente garantire il diritto ai consumatori sull’essere informati sulle “reali” possibilità di vincita e non tempestati da promesse… che non si possono certo mantenere. I Consumatori si battono affinchè si capisca che una riforma per il gioco arrivi e venga attuata, ma che si deve innanzitutto combattere la “non cultura” del gioco che purtroppo si diffonde tra i giovanissimi che seguono spot pubblicitari con testimonial simpatici e rassicuranti che incoraggiano alle giocate e programmi in prima serata che “spingono silenziosamente” al gioco d’azzardo. E che dire di tutte quelle App con le slot machine destinate ai bambini?

Nuovi casinò per il turismo

Iniziative nuove per incrementare il turismo, che si associno alle già consolidate attrazioni turistiche di due splendide città come Taormina e San Pellegrino Terme, potrebbero richiamare un crescente flusso di visitatori da altre regioni italiane e dai Paesi esteri limitrofi al fine di rendere il Paese competitivo in ambito europeo e conquistare nuovi settori di mercato: la nascita di due nuovi casinò. Questo darebbe spazio ad attività imprenditoriali nuove che assicurino un incremento dell’economia locale e nazionale ed, in un momento dove la crescita economica è bassissima od inesistente, potrebbe essere “quasi un intervento necessario ed indispensabile”. La Casa da Gioco di Taormina potrebbe essere gestita dallo stesso Comun oppure data in concessione e destinare i profitti all’amministrazione comunale ed alla Regione Sicilia per rilanciare il turismo. Valutare la presenza di un Casinò al sud sembrerebbe interessante per uno sviluppo economico dato che sino ad ora lì non esiste alcuna Casa da Gioco e dove l’industria del turismo rappresenta l’unica risorsa.

Per quanto riguarda la location del casinò a San Pellegrino Terme si determina in quanto la città è legata prevalentemente al rilancio del turismo termale e congressuale ed il recupero delle strutture storiche e di rinascita del settore alberghiero. Quindi, per il futuro della Val Brembana, è necessario proporre iniziative innovative per lo sviluppo dell’economia in loco e per aumentare il livello di impiego di risorse: la soluzione della riapertura delle case da gioco là dove erano situate in passato, appare urgente, ma sopratutto molto interessante ed intelligente per inserire sul territorio nuove attrazioni.

I giochi d’azzardo da sostituire

Tutto il mondo del gioco d’azzardo, quello relativo alle ”famigerate macchinette”, sta aspettando con ansia decisioni “in alto loco” che daranno in modo definitivo tempi, modi e metodi per la sostituzione delle slot machine. Tante decisioni sono attese, compresa quella dei 500 milioni di euro per la filiera e tante altre “piccolezze” che gli operatori stanno aspettando con ansia. Forse lo scenario che si prospetto relativamente al progetto governativo di rivoluzione del parco macchine new slot, e relativa loro sostituzione, con una versione più “moderna ed evoluta” di apparecchi gestibili da remoto potrebbe prestare il fianco ad un “allargamento” ancora più tangibile dell’illegalità, dato che tante aziende dovranno “declinare l’invito” del Governo poiché non avranno più “forza economica” per fare “sostituzioni” ed investire in questo nuovo progetto governativo.

L’indagine che sta effettuando il Tribunale di Bologna sulla “presenza” di apparecchiature da intrattenimento illegali sarà importantissima in quanto renderà palese “quella zona d’ombra e di illegalità” che è effettivamente presente sul nostro territorio e che non aspetta altro di un qualsiasi passo falso della legge e del circuito legale per “infilarsi” ed insinuarsi proponendo un sistema alternativo a quello lecito. Questo è il vero rischio che il comparto legale sta correndo: vedersi sottrarre introiti -ed anche lo Stato- e correre rischi per quanto concerne la tutela e la tranquillità dei giocatori e la salute pubblica. Quindi, prima di attuare rivoluzioni di qualsiasi tipo, il Governo dovrebbe fare tesoro dei segnali provenienti dalla Magistratura, visto che tale rivoluzione sarà un processo inevitabilmente irreversibile.